Questo articolo riguarda Le Kikke della Kikka
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Tesore pulite, lavate e pettinate, eccomi a decretare la vincitrice di ieri:
La Sorella Segregatissima, che con un mix di definizioni ha battuto all’ultimo una cerchia agguerrita di contendenti, tutte vicinissime alla vittoria (in particolare la SuperKiky, la Mimi e la Pietrella Sagginosa)
Monarca
(a) Vulva regnante nel paese di eterolandia e lesbolandia;
(b) imbarcazione a forma di vulva per il salvataggio della specie animale in caso di ingenti perdite vaginali;
(c) organo riproduttivo e pensante delle mitiche sys sapientemente celato, ad uso esclusivamente umanitario per il salvataggio dei bonazzi sotto le docce causate dalle copiose perdite di bauscia delle sorelle stesse.
La nuova parola da definire oggi è
BARBÒNA
A voi
P.S. MA LA STEFFI POLLARD DOVE ç@##° E’ FINITA??? MANCAmi

Questo articolo riguarda Celebrity Report
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Mie starle, sapete che sono una gran patita di statistiche, e guardando quelle di questi giorni non ho potuto fare a meno di notare che molte di voi hanno raggiunto il nostro darlissimo blog ricercando informazioni sull’ultimo album della mia amata Botola Emma Bunton. Ecco quindi una SERIOSISSIMA recensione fatta dalla vostra adorata Kiky!

Dopo più di due anni dall’uscita di Free Me, torna sulle scene musicali la più piccola delle Spice Girls, Emma Bunton, proponendoci il suo terzo lavoro discografico. Forte di una popolarità in ascesa in patria, la pubblicazione di “Life In Mono” avviene in contemporanea a due importanti eventi molto seguiti in UK e che vedono Emma coinvolta in prima persona: il programma televisivo “Strictly Come Dancing” e la manifestazione benefica (legata alla stessa emittente che produce e trasmette il reality show) “Children In Need”. Casualità? Può essere, ma si maligna che l’astuto manager della biondina (nonchè pedina principale della macchina-da-successo chiamata Spice Girls) abbia assicurato la presenza di Emma allo show, garantendo loro un nome di spicco internazionale, in cambio della realizzazione del singolo natalizio per “Children In Need”. La scelta è così ricaduta sul rifacimento di un classico, la bistrattata “Downtown” di Petula Clark, hit anni 60. Il risultato? Un ottimo piazzamento della Bunton nelle charts (debutto al #3). Ma veniamo all’album. Life In Mono risulta un maturo seguito di Free Me, le sonorità affondano in una raffinata e ricercata sobrietà anni ‘60, mescolandosi con discrezione ad uno stile tipico dei nostri giorni. La voce, meno vibrata del solito, risulta delicata ma in costante bilico tra tonalità pulite e stucchevoli falsetti, adatta alle ballate di cui l’album è (fin troppo?) pieno. A questo lavoro manca probabilmente un po’ di brio, un po’ di quello Spice-vibe che ancora era presente in Free Me (un esempio su tutti: Maybe) anche se possiamo ritrovare in Take Me To Another Time una buona up-tempo track. Gli omaggi al retrò si fondono spesso con sonorità latine (Mischevious, He Loves Me Not, Perhaps Perhaps Perhaps, Por Favor), ma anche con sperimentazioni (Undressing You, I Wasn’t Looking). Tra le ballads spiccano Perfect Strangers e All Thay You’ll Be, una delle track più riuscite dell’album. Da rivalutare la scelta del primo singolo ufficiale estratto dall’album: All I Need To Know, un concentrato di lentezza e ripetitività che deve godere di così tanta stima da essere stato piazzato anche come opening del disco.
All I Need To Know 6/10
Life In Mono 8/10
Mischievous 7/10
Perfect Strangers 7/10
He Loves Me Not 7/10
I Wasn’t Looking (When I Found Love) 8/10
Take Me To Another Town 8/10
Undressing You 8/10
I’m Not Crying Over Yesterdays 6/10
All That You’ll Be 9/10
Downtown 8/10
Something Tells Me 5/10
Perhaps Perhaps Perhaps 7/10
Por Favor 6/10
Attualmente non è prevista la pubblicazione dell’album fuori dal territorio UK.
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